Tanto pe’ canta’: la canzone romana

Tanto pe’ canta’: la canzone romana

    Radio 21 aprile web inizia oggi la rubrica Tanto pe’ canta’ dedicata alla canzone romana di ieri e di oggi. Il nostro primo ospite è Luciano Fabrizio.

    Oggi inizia la serie “Tanto pe’ canta'”: Radio 21 aprile Web vuole esplorare il ricchissimo mondo della canzone romana di ieri e di oggi.

    Il nostro ospite per questa puntata introduttiva è

    Luciano Fabrizio

    Luciano Fabrizio e la canzone romana

    romano de Roma che ci fa ascoltare una strofa dell’intramontabile

    “Nina si voi dormite”.

    La

    canzone romana

    La canzone romana nei libri

    nasce già nel

    tardo Medioevo

    quando raccoglie principalmente canti religiosi e lodi cantate nelle sacre rappresentazioni, note queste ultime fin dai tempi di Gregorio Magno, ossia dalla fine del V secolo.

    Nel pieno del 1500 si affacciano sulla scena musicale romana il compositore ed organista

    Giovanni Pierluigi da Palestrina

    le cui opere vennero considerate per secoli come modello ideale di musica polifonica e

    San Filippo Neri

    che inserì l’esercizio musicale, tramite i cosiddetti oratori, in quelli spirituali.

    Proprio le rime musicali usate di san Filippo Neri per l’educazione dei suoi ragazzi venivano riprese dai

    cantastorie

    che però ben presto arricchirono la canzone romana di allora con brevi canti chiamati

    Zingarate, Norcinate e Tarantelle

    che si rifacevano alle situazioni quotidiane del tempo oltre che ai fatti storici più sconvolgenti,

    tra cui in particolare il Sacco di Roma ad opera dei lanzichenecchi alla metà del 1500 .

    Canzone romana

    Ed ovviamente non potecano mancare

    ninna nanne

    e

    canzoni amorose

    stornelli romani

    spesso trasformate in

    serenate

    Fino ad arrivare, a cavallo tra il 1600 ed il 1700, a

    Benedetto Micheli, che non compose solo musiche per feste in palazzi nobiliari e chiese, ma anche ariette “con personaggio che parlava nell’idioma usato dal volgo di Roma”.

    Si trattava delle Romanelle, che già in quel tempo il popolo chiamava Sonetti e successivamente Stornelli: gli stornelli costituivano, come scrisse Giggi Zanazzo, “un sospiro d’amore, un accento d’odio, un capriccio della fantasia”, per i quali ogni luogo ed occasione erano buoni a sollecitarne l’improvvisazione, dalla strada all’osteria, dal banchetto nuziale alla gita fuori porta.

    “Tanto pe’ cantà”, storia della canzone Romana (Parte 1)

    Insomma, quando si dice

    canzone romana

    in realtà si nasconde un intero mondo: canzoni d’amore, stornelli, stornelli a dispetto…

    e i suoi cantori sono infiniti: dal

    Sor Capanna

    ad

    Alvaro Amici,

    e a

    Romolo Balzani,

    per continuare con interpreti come Gigi Proietti, Nino Manfredi, Claudio Villa, Gabriella Ferri, Anna Magnani, Lando Fiorini…

    fino a Claudio Baglioni e oggi la magnifica Elena Bonelli.

    Ma la

    musica romana

    è tutto questo e molto più:

    per usare il titolo di un concorso musicale ideato appunto da Elena Bonelli, si tratta di passare

    dallo stornello al rap

    e a tutte le possibili “permutazioni” di questo tipo di musica.

    Radio 21 aprile Web ha dunque tutte le intenzioni di mettersi… a caccia di interviste!

    Daje che ce la famo!

    Ascoltate l’audiopuntata a questo link

    e guardate o riguardate il video presente anche su IGTV sul nostro

    Canale YouTube

    giovannavernarecci

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