Seconda tappa: SEO

Seconda tappa: SEO

Ragni, Panda, Serp… la seconda tappa verso il sito, ovvero il vostro pane quotidiano quando decidete di affrontare il tema SEO

Prima di tutto, una notazione.

Io conosco lo spagnolo e un pò la Spagna, avendo sposato un aragonese di Zaragoza.

Quindi, per me, la Seo è la cattedrale in piazza del Pilar.

Mi viene naturale parlarne al femminile e quando ci penso l’idea è proprio quella dell’edificio davvero grande, con il suo bel campanile rosso che si arrampica tra le nuvole sopra la fontana di Goya.

Invece, nel Web Editing, Seo altro non è che l’acronimo di Search Engine Optimization, e se segui qualche tutorial in inglese devi abituarti a sentirla, o sentirlo, chiamare es-i-ou.

Quanto al resto, Seo è e rimane una cattedrale.

In Seo sta infatti tutto quello che devi sapere se vuoi sperare che un giorno il tuo sito arrivi nella ambitissima prima pagina di ricerca.

Quella che nessuno va oltre.

O se ci va probabilmente è perché è un testardo individualista che ha del tempo da perdere – io lo faccio sempre.

Ma l’utente medio è, parrebbe, facile alla distrazione come un enfant terrible.

E come ogni enfant terrible che si rispetti, ha una madre amorevole e tollerante verso i suoi difetti quanto inflessibile contro quelli degli altri.

Quella madre si chiama Google, e la sua cucina, dove mamma prepara piena d’affetto i manicaretti come li vuole il suo bambino, si chiama, appunto: Seo.

Mamma Google usa Seo per prendersi cura di Utente Medio.

Ovviamente Seo funziona con un algoritmo, ma per rendere la cosa un pò meno algida basta pensare come fa quell’algoritmo a funzionare, ossia con i dati raccolti dai crawler, detti anche robot, detti anche ragni.

Se chiedete a Wikipedia che cosa è un crawler, diligentemente vi risponderà che il medesimo, (detto anche web crawler, spider o robot), è un software che analizza i contenuti di una rete (o di un database) in un modo metodico e automatizzato, in genere per conto di un motore di ricerca.

E lo sapete, vero, chi è quel motore di ricerca? giusto! Seo!

Insomma, la sequenza della seconda tappa è questa.

Tu scrivi un articolo. E penseresti che questo devi fare, scrivere.

Farlo in modo che chi legge si diverta o quanto meno non si annoi, e in qualche modo, ascoltandoti, accetti il contatto con te.

E invece tutto questo non basta, se scrivi sul web e vuoi che qualcuno ti trovi:

devi riuscire a fare in modo che i ragnetti trovino link che vanno alla tua pagina, perché è solo seguendo un link che loro, i ragnetti, la troveranno, la esploreranno e ne metteranno in dati in un database che stabilirà dove posizionarti nella pagina dei risultati in base al numero ed alla qualità delle visite.

Numero, e qualità: perché Seo è abitata, tra l’altro da Panda…

No, non questo panda.

Ma un algoritmo (un altro) che Google ha ideato per individuare i siti che usano contenuti semplicemente copiati, e/o quelli che attraggono al click in maniera ingannevole.

Continua infatti Wikipedia: “ Il Panda” valuta “anche il comportamento degli utenti all’interno delle Serp...

ossia: Search Engine Results Page, le pagine dei risultati di ricerca – la mitica pagina che ti si apre quando digiti una ricerca e ti mette a disposizione appunto i risultati.

Quando alzi la testa per cercare di metabolizzare tutto questo, piuttosto che in una cattedrale ti sembra di essere stata allo zoo.

O nel Paese delle Meraviglie.

giovannavernarecci

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