Essere o non essere: la differenza tra categorie e tag

Essere o non essere: la differenza tra categorie e tag

L’estetica è a posto… ma le domande adesso sono: hai finalmente capito perché devi preoccuparti di “tassonomia”? e, soprattutto: hai già una risposta soddisfacente alla domanda: ma che differenza c’è tra categorie e tag?

Supponiamo che il tuo blog, o sito, sia ormai pronto, almeno dal punto di vista estetico (ossia del template e della sua personalizzazione sul menù bianco); supponiamo anche che tu abbia già cominciato (e finalmente) a scrivere. Vai nel menù nero e guardi l’elenco dei tuoi articoli…

E tutti, ma proprio tutti riportano la qualifica: uncategorized.

Cioè: “senza babbo né mamma”.

Così il tuo blog – o meglio, i suoi post – si trasformano sotto i tuoi occhi in una triste fila di navigatori solitari che si aggirano in una nebbia che neanche il coltello riesce a tagliarla…

Non c’è ordine!!! Nessuno ti troverà! Nessuno ti leggerà!

Freneticamente torni su internet.

E trovi migliaia di post che ti spiegano l’importanza della tassonomia (ossia di avere un ordine) e che l’unica cosa che devi fare per tenere i tuoi articoli al caldo davanti al caminetto del tuo blog come se fosse Natale, è

mettere le giuste categorie ed i giusti tag.

Ah, bene.

Quindi ti butti, anche se, dato che un pò tardona la sei, ti sembra di vedere distintamente le ombre di Platone Aristotele e perché no anche Kant – che con le categorie ci andavano a nozze – aggirarsi attorno alla tua tastiera con sguardi carichi di scherno e di rimprovero: credevi di averci bypassato, eh? pensavi che finita la maturità (anche quella dei figli) le nostre idee non sarebbero più state un tuo problema, vero? Illusa!!!

Dopo due giorni, hai almeno venti categorie.

Anzi, per la precisione: tre categorie e oltre quindici sottocategorie: più dei post che hai già scritto…

Qualcosa non torna; ma decidi di darti fiducia, magari non oggi ma domani capirai. Intanto, ti dici, concentrati sui tag.

E lì emerge la triste realtà: ‘sta differenza tra categorie e tag, mica l’hai ancora capita…

E per soprammercato, trovi la seguente temibile avvertenza: “Non c’è legame gerarchico tra categorie e tag, non c’è un limite di elementi che puoi utilizzare per catalogare un articolo. Puoi inserire mille tag, in linea teorica. Ma l’organizzazione del blog ne risentirebbe

Così ricominci la ricerca… e dovunque la cosa, della differenza tra categorie e tag, ti viene spiegata come semplicissima – così, a non capirla, oltre che tardona ti senti proprio scema.

Alla fine, la risposta che tu sembra più alla tua portata è la seguente:

La differenza tra categorie e tag è che le categorie sono dei macrodescrittori dell’argomento del post, mentre i tag sono le parole chiave che descrivono il contenuto del post stesso“.

Così, ti rimetti a categorizzare e a taggare. Intanto, si può sempre cambiare…

Mentre chiudi il quaderno del blog che hai riempito di appunti inutili, ti sembra di vedere Platone ed Aristotele e Kant che si allontanano.

Stanno dandosi reciprocamente delle pacche sulle spalle e la parola “categorie” rimbalza distinta tra il loro sghignazzo appena soffocato, per educazione.

L’unico dubbio che non hai più è che l’oggetto della loro ilarità sei proprio tu.

giovannavernarecci

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