Due passi per Trastevere

Due passi per Trastevere

    Radio 21 aprile Web inaugura la nuova rubrica “Due passi per” visitando Trastevere con Marco Gargiulo, @mrmarcogarg. Vieni con noi?

    Trastevere!

    Così mi risponde la maggior parte di  coloro cui chiedo qual è il posto dove si deve essere andati,

    se si vuole dire poter dire di essere stati davvero a Roma..

    Trastevere!!!

    E così ci sono andata, a Trastevere.

    anzi, ci sono ritornata, con la ben ferma decisione di tornarci di nuovo, ed ancora,

    e questa volta non da sola ma con un amico tra quelli che la radio mi ha regalato: Marco Gargiulo, che questa città la ama come la ama chi non smette di avere voglia di raccontarla.

    Dunque, a Trastevere.

    Vedendoci alle 9 o giù di lì di un giorno di luglio, appuntamento al Ponte Sisto.

    Arrivo scendendo dal 46 in piazza dell’Oro (la fermata per andare a Castel Sant’Angelo, per intenderci)

    e percorrendo per la prima – e non ultima! -volta la

    via Recta

    ossia la via Giulia, con calma e a naso in su.

    Centellino infatti il mio arrivo al

    Ponte Sisto

    che, dopo il ponte Mollo è il mio preferito…

    Perché?

    Perché porta a Trastevere, ovviamente.

    E perché prima di Giulio II lo volle

    Agrippa, 

    il genero di Augusto, un personaggio per me affascinante

    (forse perché anche mio figlio Pietro è un architetto ed infatti, nella mia

    fantasia, le loro due fisionomie finiscono spesso a sovrapporsi…).

    Sentiamolo nelle parole di Marco, questo ponte.

    Ponte Sisto collega via dei Pettinari quindi il Rione Regola a piazza Trilussa in Trastevere. Dai tempi in cui si chiamava Ponte di Agrippa è stato rimaneggiato più volte, fino alla versione attuale, quattrocentesca, di Sisto IV. E’ interessante notare che al centrodel ponte c’è un grande foro, che viene chiamato occhialone, presente dalla versione di Sisto IV.  Soprattutto in passato, quando le piene del Tevere erano davvero pericolose, l’allarme era dato dal livello dell’acqua che si vedeva dall’Occhialone: quando cominciava a toccare l’Occhialone significava che c’era da preoccuparsi.

    Mentre siamo ancora appoggiati al ponte, Marco mi mostra

    Triumphs and Laments

    un fregio di 550 metri costituito da ottanta figure alte fino a dieci metri.

    Con queste figure William Kentridge, artista sudafricano di origine ebraica,  ha voluto tratteggiare un

    percorso mitologico

    in cui Roma potesse esplorare e riconoscere la propria identità scandita da cose belle e meno belle – sempre presenti entrambe nella storia umana: 

    la Lupa, ovviamente, ma anche Mastroianni che bacia la Ekberg nel famoso film di Fellini

    Garibaldi e Romolo che uccide Remo

    il Ghetto, il Cupolone e perfino gli omicidi Moro e Pasolini.

    Inaugurato il 21 aprile 2016, Triumphs and Laments è un po’ scolorito – un po’ di più di quello che ci si sarebbe potuti aspettare, come ci avverte Marco.

    Ed eccoci ad attraversare il ponte Sisto, verso piazza Trilussa, da dove ci immergeremo nei vicoli di

    Trastevere.

    Davanti a noi,

     in quella che un tempo si chiamava piazza di ponte Sisto,

    vediamo la meravigliosa

    Fontana-mostra dell’Acqua Paola

    Voluta agli inizi del 1600 dal papa Paolo V dei Borghese, come dimostrano

    l’aquila ed il drago,

    ossia gli stemmi della famiglia, presenti nell’attico.

    L’Acqua Paola arrivò qui quando

     l’acquedotto Traiano

     venne prolungato per potere rifornire d’acqua, oltre che Trastevere e Borgo, anche  Regola e Ponte;

    e questa che vediamo qui è sorella di quella al Gianicolo, nata più o meno nello stesso periodo, e resa indimenticabile da Sorrentino nel film “la grande bellezza” .

    La fontana era nata per il progetto di Domenico Fontana (l’architetto di Sisto V), ma venne modificata

    e prese l’aspetto attuale sotto Alessandro VIII Ottoboni, da un altro Fontana, Carlo: anch’egli nato nel Canton Ticino e venuto a Roma per esprimere la propria arte.   

    L’altro monumento di questa piazza è ovviamente quello dedicato a

    Trilussa

    amico amato della nostra radio, di cui già abbiamo parlato e ancora parleremo, e che ora lasciamo a Marco di presentarci.

    Piazza Trilussa è particolarmente viva a partire dal tramonto; nei tempi normali, ossia prima delle regole di contenimento del Covid, è un punto di incontro di persone di tutte le età, venute per ascoltare gli artisti di strada e per passare un po’ di tempo ad un tavolino di qualcuno dei tanti bar che la costellano.

    La statua di Trilussa che si trova al suo lato sinistro arrivando dal ponte Sisto è un modo per ricordare questo poeta giornalista, artista che tanto rispecchia l’animo romano.

    Statua di Trilussa a Trastevere

    Questa

    statua a Trilussa

    vale ancora due parole – proprio due, prometto!

    Si decide di dedicargliela, la piazza, a due anni dalla sua morte – forse volevano essere proprio sicuri che, passato tutto quel tempo, non venisse a dirne qualcuna delle sue, al proposito…

    Il monumento fu affidato allo scultore Lorenzo Ferri e venne inaugurato il 22 Dicembre 1954, in occasione del quarto anniversario della morte del poeta.

    Come leggiamo sul bell’articolo del sito Rerum Romanarum,

    “Trilussa è ritratto in una posa insolita, come se si stesse alzando e con una mano in movimento, e al suo fianco è presente una lapide con su scritto il testo della sua poesia “All’ombra”.

    Nonostante l’opinione pubblica non abbia – e non abbia mai storicamente avuto – una grande considerazione di questa statua dalla posa così insolita”, prosegue l’articolo “il Ceccarius, noto studioso di cose Romane, scrisse sul quotidiano Il Tempo in occasione dell’inaugurazione della statua che “Il bronzeo busto del Poeta appare agli astanti nell’atteggiamento caratteristico di quando recitava accompagnando con un lento movimento della mano cosiddetta michelangiolesca l’armoniosa cadenza dei versi.

    Ben più polemico fu invece nel 1958 Guglielmo Guasta, che sulla sua rivista Travaso esordì, nel commentare la statua, con il verso “Pover’amico mio, chi t’ha stroppiato?

    https://www.rerumromanarum.com/2016/02/statua-di-trilussa.html

    Lasciamo la statua dell’amico Trilussa – che in fondo, essendo sua, non poteva celebrarlo meglio che  dando vita a qualche sberleffo –  ed eccoci dunque dall’altra parte del Fiume.

    Come ci ricorda Marco,

    il nome Trastevere deriva dall’antico Trans Tiberim, dall’altra parte del fiume.

    Da molti anni è diventata  uno dei centri di attrazione più importanti della città, con tutto ciò che di positivo, e di negativo, questo comporta: da un lato particolarmente vivo, dall’altro è diventata una specie di macchina schiaccia-turisti, dove è sempre più difficile godersi un piatto di cucina veramente romana.

    In passato, continua Marco,

    Trastevere era una zona un po’ malfamata, cui si accedeva tramite diversi ponti che lasciavano intatta la divisione tra la Roma del centro, elegante e raffinata, e quella presente qui, la Roma de noantri, più popolana. Per molti anni le strade non sono state lastricate e l’illuminazione era ancora mancante nel 1700.

    C’erano piccoli negozi di artigiani, locande, e piccole osterie, dove gli operai la sera andavano a giocare alle carte, a bere il vino bianco dei Castelli e a scherzare, a volte in modo un po’ … rustico – il modo che era un po’ la carta di identità di chi viveva qui. Certo, le osterie non erano quella che oggi vediamo, quasi sempre poco genuine al di là della qualità.

    Eh, sì.

    Perché Marco è bravissimo ad indicarci dove trovare la Roma vera,

    anche quella dove si può pranzare o cenare senza finire nella… macchina mangia turisti… e a farci così vedere gli

    angoli più autentici

    di questo rione magico… anzi: maggico…

    A Trastevere, continua Marco, non c’erano però solo negozietti e locande, ma anche una grande fabbrica, la fabbrica dei tabacchi di piazza Mastai.

    Il

    Palazzo della Manifattura Pontificia dei Tabacchi

    Palazzo della Manifattura Pontificia dei Tabacchi a Trastevere

    venne costruito, come recita la scritta nella trave sotto il timpano di questo grande edificio, da “Pio IX Pontefice Massimo” che “costruì dalle fondamenta la fabbrica dei tabacchi nell’anno 1863”,

    e che volle anche utilizzare l’area circostante per una serie di case d’abitazione ad affitto ridottissimo, da destinare a chi non poteva diversamente trovare un tetto – una sorta di case popolari di quei tempi, per intenderci.

    La fontana al centro della piazza è alimentata – e c’era da immaginarselo – dall’Acqua Paola che abbiamo visto in mostra in piazza Trilussa.

    Trastevere, Fontana piazza Mastai

    Ed ora, cominciamo davvero questo nostro  giro a Trastevere – primo di molti, mi auguro!

    Da questo momento in poi, mille stradine fatte e rifatte, nomi come

    via del Piede e via della Lungaretta, e via di San Gallicano, e San Cosimato…

    tutto chiacchierando con Marco che racconta, e intanto mi mostra la targa che ricorda la

    casa natale di Alberto Sordi

    Casa natale di Alberto Sordi a Trastevere

    posta sulla facciata del civico 7 di via San Cosimato, la stradina che congiunge piazza Santa Maria in Trastevere e piazza san Cosimato.

    Il condominio della targa è il numero 7, come dicevo, anche se

    quel 15 giugno 1920, Albertone nacque  al numero 13 di quella stessa via,

    in una “casetta de Trastevere

    che agli inizi degli anni Trenta venne abbattuta per far posto al gigantesco palazzo del Vicariato, costruito sui terreni regalati da Mussolini al Vaticano dopo i Patti Lateranensi ed inaugurato nel 1934.

    Camminiamo addentando un supplì che, anche se fatale per la mia cronica dieta, è davvero favoloso: preso direttamente dalle mani dello chef Giacomo di

    Supplì – Roma,

    in via di S. Francesco a Ripa 137, sta ancora facendo il filo quando arriviamo davanti alle vetrine del

    Biscottificio Innocenti

    in via della Luce 21, un “laboratorio dal tono rétro che realizza prelibatezze dolci e salate seguendo il metodo casalingo di un tempo”,

    così dice la didascalia della sua pagina Facebook, dove, fortunatamente per la mia dieta di cui prima, decidiamo di non entrare… per oggi!

    Percorriamo di nuovo

    via san Cosimato,

    Dove Marco mi dice del cinema gratuito all’aperto gestito dai

    Ragazzi del Cinema America.

    cinema in piazza trastevere

    Questa dei Ragazzi del Cinema America è una storia che mi piace cominciare ad accennare, tanto per addentrarci in quella famosa

    romanità non perduta

    che chi ama Roma sa di potere sempre andare a scovare…

    Era il 13 novembre 2012 quando un gruppo di ragazzi, provenienti dalla periferia della città, ma tutti studenti delle scuole del centro storico, dopo mesi di assemblee con i residenti del Rione Trastevere, occuparono il Cinema America per salvarlo dalla riconversione in parcheggi ed appartamenti.

    Due anni dopo, bloccata la demolizione della storica sala, che era stata edificata nel 1956, quei ragazzi furono sgomberati.

    Rimasero però in quella strada che, come dicono loro nel loro sito, “li aveva visti diventare un po’ più grandi: via Natale Del Grande.

    In un piccolo forno abbandonato, concesso loro gratuitamente da alcuni residenti, riattivarono il loro proiettore e grazie al sostegno di Bernardo Bertolucci, Franco Rosi ed Ettore Scola, continuarono la loro battaglia per salvare i cinema storici di Roma.

    Di loro, Bernardo Bertolucci ha detto

    “Parlando con questi ragazzi mi sono reso conto che non sapevano quasi niente di cinema e mi sono detto:  ma guarda che bello, impareranno il cinema proiettandolo e costruendolo!”

    https://piccoloamerica.it

    Per sapere delle loro attività, non solo a Trastevere, date un’occhiata alla loro pagina Facebook, I ragazzi del Cinema America – vi assicuro che vale il tempo che impiegherete!

    Ma ora, è il momento di prendere un caffè al

    Bar San Calisto.

    “Un locale storico” ci segnala Marco “che ha da poco raggiunto i cinquant’anni della stessa gestione, un capolavoro di romanità, uno dei pochi bar con un’anima qui a Trastevere. Un punto privilegiato di osservazione delle persone, dove puoi trovare dalla persona che vive di espedienti al principe, all’attore famoso… dalla mattina all’alba fino a notte fonda”

    Bar S. Calisto Trastevere

    Ma chiuso la domenica, aggiungo io!

    Per chi è interessato, come ci dice Marco, su YouTube si trova un  video di Ivano De Matteo davvero bellissimo, preciso e poetico, intitolato Barricata San Calisto.

    Nella cinquantina di minuti della sua durata, questo cortometraggio riesce a raccontare dal vivo non solo la storia romantica

    ma anche quella, cruda perché vera, della necessità di vivere confrontandosi con il terribile mondo della droga, con la sua vita persa, i suoi modi di parlare anch’essi drogati, la voglia di riscatto e di vedere la fine di questa

    guerra contro la voglia di morire

    che la nostra società non riesce, ancora, a vincere. 

    E poi, alla fine, una indescrivibile antologia di scherzi, parolacce, tre donne che ridono sui guai della dentiera, ragazzi che parlano di politica (o di non politica), signori eleganti e meno eleganti, ragazze e ragazzi – insomma, la vita, secondo Trastevere.

    La piazza dove ci troviamo prende il nome dalla chiesa costruita, insieme con l’annesso

    palazzo di S.Callisto,

    sulla casa romana dove, all’inizio del 200 d.C., papa Callisto I si ritirava in preghiera per sfuggire alle persecuzioni di Alessandro Severo e dove, sorpreso, fu prima gettato dalla finestra e poi annegato in un pozzo.

    Di fronte alla chiesa sorge palazzo Dal Pozzo, costruito per questa nobile famiglia nella prima metà del  1600.

    Del 1500, poi ristrutturato, è invece il vicino Palazzo Farinacci – dove abitò a lungo il famoso  giurista Prospero Farinacci che, alla fine del 1500, doveva inutilmente difendere

    Beatrice Cenci

    nel processo che infatti si concluse con la con la condanna a morte per decapitazione della bella fanciulla, colpevole di essersi liberata di un padre violento ed arrogante, ma soprattutto di essere erede di immobili che interessavano anche il papa Clemente VIII Aldobrandini.

    Il Palazzo Farinacci è collegato con il Palazzo Cavalieri, costruito nella prima metà del 1500, dall’Arco di S. Calisto,

    per andare da piazza S. Callisto verso via della Lungaretta.

    Arco di S. Callisto Trastevere

    Su questa strada ci sono due “si dice” che vi riporto come li ho trovati.

    Il primo, riguarda una specie di replica della leggenda di Carlotta, la locandiera che avrebbe dato il nome alla Garbatella: anche qui, sembra, si trovava una

    Osteria della Vedovella

    la cui proprietaria attraeva i clienti non solo con la bella presenza ma anche con la cortesia con cui li accoglieva.

    Il secondo si dice è relativo al fatto che qui, al civico 43, si trova la

    casa più piccola di Roma

    a due piani con scala esterna e con un’edicola settecentesca che raffigura la Madonna.

    Una bella curiosità da andare a togliersi al più presto, guardandola almeno da fuori, vero?

    Ormai siamo arrivati a

    Piazza di Santa Maria in Trastevere

    Basilica Santa Maria Trastevere

    della cui antica origine Marco,

    consigliandoci di venire a vedere questi luoghi quando le luci più ne valorizzano i colori, ossia, d’estate, tra le 6 e mezza e le otto di sera,

    ci spiega che la zona fu forse

    abitata da popoli antichissimi

    ed inizialmente fu un pò… snobbata… dai Romani;

    che però ben presto si resero conto della sua importanza strategica, e vi si insediarono.

    Dando le spalle alla

    fontana della metà del 1400

    Fontana Piazza Santa Maria in Trastevere

    che, si dice, nella sua forma originaria risale ai tempi di Augusto e si candida quindi ad essere tra le più antiche di Roma, dove anche Augusto aveva voluto una fonte,

    guardiamo la Basilica.

    Forse il primo luogo ufficiale di culto cristiano edificato a Roma e sicuramente il primo dedicato al culto della Vergine.

    Secondo la leggenda fu eretta nel 340 sull’oratorio fondato da papa Callisto I nel III secolo.

    Ed infatti fu chiamata “titulus Calixti” fino al VI secolo.

    Ma c’è una tradizione nella tradizione:

    si dice infatti che la chiesa sorga là, dove, nel 38 a.C., fuoriuscì dal terreno uno zampillo di olio minerale, poi chiamata

    “divina fons olei”,

    Divina Fons Olei Tarstevere

    poiché i cristiani lessero la storia di quello zampillo come segno premonitore della venuta di Cristo, l’Unto del Signore. 

    Il punto da dove lo zampillo sgorgò è indicato su un gradino del presbiterio.

    Ricostruita quasi completamente nel XII secolo, e rivestita per gran parte con i travertini ed i marmi provenienti dalle Terme di Caracalla, all’inizio  del 1700 fu abbellita con il portico esterno,

    commissionato a quel Carlo Fontana di cui abbiamo già parlato con riguardo alla mostra dell’Acqua Paola in piazza Trilussa.

    L’ultima tappa di questo nostro giro per Trastevere è la

    piazza in Piscinula

     Piazza in Piscinula

    chiamata così perché sede, nell’antichità, di uno stabilimento termale, e sede forsepiù antica della

    famiglia Mattei,

    le cui case quattrocentesche

    si possono ancora ammirare, fatte salve le tante auto posteggiate lì sotto, a fare da aiuola colorata alle

    finestre a croce guelfa

    ed al

    portale architravato sovrastato dallo stemma dei Mattei.

    La chiesetta che si vede sullo sfondo della piazza è dedicata a San Benedetto,

    e sarebbe sorta, secondo la leggenda, nel 543 sulle rovine della “domus Aniciorum” (o “casa degli Anici”), una nobile ed antichissima famiglia romana alla quale sarebbe appartenuto anche S.Benedetto da Norcia, cui non a caso la chiesa è dedicata, e che vi avrebbe soggiornato durante il suo soggiorno romano nel 470.

    Il campanile è il più piccolo di Roma, e conserva la più antica campana di Roma, datata 1069.

    Murales Morricone a Trastevere

    Ci torneremo presto, per potere vedere anche le altre molte cose interessanti che vi si trovano!

    Questo podcast è stato realizzato con la collaborazione di Marco Gargiulo; le informazioni e le citazioni sono tutte indicate in link.

    Per ascoltare la puntata, questo è il link

    Per ascoltare gli episodi su Radio 21 aprile Web, clicca su questo link

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    Due passi per Trastevere
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    Due passi per Trastevere
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    Radio 21 aprile Web inaugura la nuova rubrica "Due passi per" visitando Trastevere con Marco Gargiulo, @mrmarcogarg. Vieni con noi?
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    www.giovannavernarecci.org
    giovannavernarecci

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