Elio Callistio e il suo Mausoleo

Elio Callistio e il suo Mausoleo

Tutti i misteri della Sedia del Diavolo: chi era Elio Callistio, o Callisto? I molti dubbi intorno alla piazza, ad Adriano e al suo liberto.

Cattivissima, quando era da sola, eccola qui, la Sedia del Diavolo!

Ringrazio la cortesia e la simpatia dell’amico Bruno Leoni, tra l’altro curatore unico del sito www.isolatiberina.it, che mi ha fatto avere questa immagine.

Dunque nella sua solitudine

la Sedia del Diavolo

guardava una vasta campagna, da dove, forse, meditava sul mistero che sembra essere il suo destino.

Mistero:

perché innanzi tutto, non è poi così sicuro che il monumento funebre fosse proprio di Elio Callistio

visto che l’iscrizione funebre a Aelium Callistius è di provenienza sconosciuta;

perché non è sicuro che Elio Callistio non si chiamasse Elio Callisto;

e perché, alla fine, neanche è proprio detto che Elio Callistio, o Callisto, fosse un liberto di Adriano…

In realtà, sappiamo dell’esistenza di Elio Callisto, o Callisto, proprio, e solo, per questo: perché forse – e dico: forse – si fece costruire quella che oggi è la “Sedia del Diavolo”, per riceverne sepoltura alla fine della sua vita su questa terra.

Non ho infatti potuto trovare neppure l’ombra del perché di questa attribuzione – né, tantomeno, da quale fonte sia arrivata la sua notizia.

Per immaginarcelo, Elio Callistio, o Callisto, dobbiamo dunque credere che fosse un liberto, e che sia vissuto negli anni tra il 76 ed il 138 d.C., quando imperatore era

Adriano.
adriano imperatore

La Storia raccontata è clemente con questo imperatore nato a Siviglia – o, alcuni dicono, a Roma..

Vale la pena di ricordare, a questo proposito, che ai tempi di Adriano chi nasceva in Spagna non era “straniero”: era romano.

Orfano di babbo e di mamma a nove anni, Adriano trova vera famiglia in Traiano, di cui sposerà una parente, e nella moglie di quest’ultimo, Plotina.

Adriano sarà un uomo colto, appassionato di arte e soprattutto di architettura, e da politico si distinguerà per la volontà di buone riforme all’interno e di consolidamento della pace, in tutto l’impero.

Oppure, uno spietato repressore delle rivolte ebraiche, ed un despota che rivelò la sua vera natura quando gli venne assassinato il suo amatissimo Antinoo?

Se volete sentire una lettura un pò meno entusiastica di Adriano, vi consiglio di sentire la puntata di Passato e Presente, in cui Paolo Mieli intervista sul tema Luciano Canfora

Non si può comunque non ricordare che furono le truppe di Adriano che rasero al suolo Gerusalemme e cambiarono il suo nome in Aelia Capitolina, esiliandone tutti gli ebrei, e dando così inizio alla diaspora.

E i liberti?

Nel mondo antico, gli schiavi erano cose.

Proprietà dei loro padroni che potevano farne quello che volevano, venderli, o ucciderli.

Esisteva però un modo per uscire da questa situazione non-umana: ricevere la libertà dallo stesso padrone.

Questo avveniva con una cerimonia, detta manumissione, che in realtà era un vero e proprio atto giuridico.

Di solito, i liberti restavano nella casa del padrone che li aveva liberati, dove svolgevano mansioni varie – non più come cose, però.

Ed allora, questa Piazza Elio Callistio sembra richiamarsi fondamentalmente a valori positivi: un imperatore “buono” ed un uomo che non solo ha riconquistato la libertà

ma anche è diventato davvero ricco, visto che i mausolei non poteva permetterseli chiunque!

Ma la vita, lo sappiamo, ama cambiare, e far cambiare.

Così, a lungo, quel posto divenne un luogo abbandonato, e poi il tempo e la pioggia e il sole fecero cadere un lato intero del mausoleo, e poi…

il Diavolo andò a sedervisi?

Pare di no; anche se l’idea del mistero un pò sinistro ha fatto nascere

diverse leggende,

tra cui spicca quella dell’alchimista che scrisse sulle pietre della rovina le lettere della parola “cabala”.

Si dice che chi riesce a trovarle in modo da poterle leggere tutte deve battere tre volte il pugno contro le mura della Sedia, e poi pronunciare la farse “voglio che la mia vita cambi”.

Se in meglio o in peggio, non si sa.

Misterioso miracolo?

Certo non questo.

Ma sicuramente la Sedia ha vissuto nei nostri anni un nuovo cambiamento, e in meglio:

da anni ormai il titolare di un bar della piazza “usa” la Sedia come base per un bel presepe.

PS

Non a Elio Callistio, e neppure ad Elio Callisto, ma alla Sedia del Diavolo, Andrea Jachetta, barman di Misto – Mixology e Cibarie di Roma ha dedicato un cocktail.

Ingredienti: 4,5 cl whisky Bowmore 12 yo – 2 cl Vermouth Oscar.697 – 3 cl Select – 3 dash bitter al pompelmo; Bicchiere: coppa ; Garnish: scorza di limone

Preparazione: Versare tutti gli ingredienti in un mixing glass, riempire di ghiaccio e, con un barspoon, miscelare il drink, quindi filtrare in una coppa.

Secondo la spiegazione, “Le note torbate del whisky Bowmore richiamano l’odore di fumo che si disperdeva dai fuochi accesi dai viandanti e dai pastori, mentre il colore rosso del drink rievoca il ricordo del fuoco che illuminava il sepolcro“.

Salvo il doveroso e sentito invito alla moderazione… provare per credere!

Summary
Elio Callistio e il suo Mausoleo
Article Name
Elio Callistio e il suo Mausoleo
Description
La Sedia del Diavolo: Elio Callistio o Callisto, i liberti, Adriano imperatore... e ai giorni nostri: un presepe e un cocktail!
Author
Publisher Name
www.giovannavernarecci.org
giovannavernarecci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: