Il Parco Virgiliano ed il Parco di Villa Chigi

Il Parco Virgiliano ed il Parco di Villa Chigi

Una bella mattinata di ottobre visitando l’oasi del Parco Virgiliano ed il polmone verde del Parco di Villa Chigi, in una zona abitata da oltre 200.000 anni

In uno di quei giorni che l’aria non la vedi, ma lei vede te e sembra che ti voglia abbracciare, tenendo per mano il sole,

uno di qui giorni che, sì, magari ci sono anche altrove, ma io li conosco solo qui a Roma, e d’ottobre,

dalla fermata di Viale Libia, Metro B, decido di andare, per primo, al Parco Virgiliano,

entrata parco villa chigi

Ci arrivo facilmente, dalla via Nemorense – ma sarebbe stato ancora più vicino dalla fermata di Annibaliano/Sant’Agnese.

Il quartiere è tranquillo – sono le 11 di mattina – elegante senza sfarzo; così anche il

Parco Virgiliano, o Nemorense.

Nato nel 1930, parrebbe che il suo collegamento con Virgilio consista nel fatto che in quell’anno venne celebrato il bimillenario, appunto, del padre dell’Eneide.

Francobolli del 1930, foto sul sito “Mercato Filatelico

Il fatto che

Publio Virgilio Marone

sia nato nel 70 avanti Cristo, e morto nel 19 dell’era cristiana, lascia qualche dubbio su perché quel bimillenario si celebrasse nel 1930;

ma si sa che la matematica, in certi periodi storici, è poco più di un’opinione.

Il progetto di Raffaele de Vico, uno dei maggiori architetti e paesaggisti italiani del 1900, era suggestivo ed affidava alle diverse altezze degli alberi l’indicazione dell’importanza del viale che ne era incorniciato.

Oggi, un restauro del 1980 ne ha ricostruito almeno l’aspetto in generale.

Del laghetto, in questo ottobre, rimane poco e nulla – probabilmente per il caldo di quest’estate.

Nel centro del parco, anche lui carino e semplice, un bar, dove devi servirti da solo.

I ragazzi dietro al banco sono comunque gentilissimi;

fuori, tra nonne, nonni, bambini, baby sitter e qualcuno che ha portato il cane a passeggiare, molti inservienti a spazzare le foglie e a tenere il parco davvero pulito.

Uscita dall’oasi del Parco intitolato a Virgilio, mi incammino verso il

Parco di Villa Chigi,

attraverso viali pieni di fiori.

Ho messo il nome dell mia destinazione sul navigatore, e lui mi porta, ovviamente, all’ingresso principale.

Chiuso, perché la villa ed il giardino all’italiana sono, oggi, di proprietà privata.

Villa Chigi

Così, del “villino di campagna settecentesco” voluto dal Cardinale Chigi tra il 1763 ed il 1765, posso fare solo una foto rischiando di perdere il telefonino al di là delle sbarre del cancello.

Entrata parco di Villa Chigi

Aiutata dalle persone che incontro, trovo finalmente l’entrata giusta.

Il parco è grande, ben tenuto, davvero un polmone verde, percorso da cani che sembrano davvero felici.

Siamo, d’altro canto, vicini al “Monte delle Gioie” – un piccolissimo, quasi impercettibile rilievo, dove fino al 1936 c’era anche una grotta.

Sacrificata sull’altare delle “magnifiche sorti e progressive” che lì volevano far passare una linea ferroviaria, la grotta venne distrutta.

Al suo interno erano stati ritrovati reperti dello stesso tempo di quelli scoperti nei dintorni della “Sedia del Diavolo”: resti di uccelli artici, raschiatoi e così via.

L’epoca cui sono attribuiti questi reperti è compresa tra 200.000 e 100.000 anni fà.

Sorride, sotto le mie scarpe, il Monte delle Gioie, che di quella grotta e di quel freddo non si ricorda, forse più; e ancor di più, sorride sotto le zampe dei cani che lo percorrono in lungo e in largo.

Dopo tutta questa luce, rientro con poca voglia verso la metro.

Scendendo le sei rampe di scale mobili per arrivare al binario, non posso non chiedermi:

ma perché mai le stazioni della Metro B sono tutte così buie?

giovannavernarecci

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