La Basilica paleocristiana e il Mausoleo di Costanza

La Basilica paleocristiana e il Mausoleo di Costanza

La Basilica paleocristiana in Sant’Agnese fuori le mura ed il Mausoleo di Costanza: segreti, misteri e architettura costantiniana sulla Nomentana.

Arrivo alla stazione di Annibaliano Sant’Agnese (Linea B) e non riesco a non pensare che, per ora, è la più brutta delle stazioni della metropolitana che io abbia visto.

La lunga rampa in cemento della scala mobile mi ricorda le cattedrali nel deserto, inserita a forza nella piazza resa anonima dai palazzoni a dieci piani che gli angoli arrotondati non riescono a rallegrare.

Scendo, mi guardo in giro.

E la vedo.

Dietro il ponte da nave da guerra in cemento, gli occhi delle “finestre” tutti aperti e gli alberi come un ventaglio davanti al viso – gigante che dice al lillipuziano: non abbiamo nulla in comune, per questo posso sopportarti.

Primo fra i misteri che si incontrano durante questa visita: come si fa, a disinteressarsi a questo punto di dove si troverà quel che stai costruendo?

Basilica paleocristiana di sant'Agnese fuori le mura
Costantino, la domanda sul dove costruire questa come le altre basiliche destinate al culto dei cristiani, se la era posta, eccome.

E si era dato una risposta.

Così le basiliche nacquero fuori dalle mura (quelle fatte costruire da Aureliano trent’anni prima del 300), per non urtare la suscettibilità dei notabili romani rimasti pagani e scarsamente entusiasti della rilevanza che i cristiani stavano assumendo nei progetti dell’Imperatore; con la facciata rivolta ad occidente, e l’altare verso oriente: da dove si attendeva il ritorno di Cristo.

Il semicerchio della basilica paleocristiana che si vede arrivando dalla metro al suo interno, non contiene più nulla.

Probabilmente nacque come basilica cimiteriale: sul luogo, d’altronde, già precedentemente si trovava una necropoli pagana, vecchia di un centinaio d’anni quando Costantino ne decretò la distruzione, appunto per far posto al nuovo edificio.

Secondo tra i misteri: cosa pensava veramente Costantino dei cristiani? se si convertì veramente, perché l’aureo, la moneta che fece coniare proprio nel 313, lo raffigurava vicino al Sol Invictus, il dio di moda tra i pagani di quel tempo?

Guarda, con i suoi occhi vuoti ma penetranti, la basilica – guarda anche me che mi domando.

Come se conoscesse la risposta, ma non avesse intenzione alcuna di rivelarla a me, o a qualsiasi altro umano così più giovane di lei, e destinato in quanto umano ad una vita così più breve.

Come se quella risposta potesse essere conosciuta solo dai molti che da sotto le margheritine che riempiono il prato che ora fa da pavimento non hanno più bisogno di capire il perché della nostra curiosità.

Appoggiato al fianco della struttura della basilica paleocristiana, come se fosse timido al punto di non essere sicuro di volersi fare vedere, si affaccia

il Mausoleo.
Mausoleo di Santa Costanza

Struttura circolare che imita i ninfei della Roma antica, ma senza prevedere le fonti d’acqua che erano la loro caratteristica, il Mausoleo fu voluto, si dice, da Costantina figlia dell’Imperatore – e meglio nota alla storia come Costanza – che volle assicurarsi di essere seppellita a fianco della sua santa preferita, Agnese.

La quale Agnese per vero – si dice – è però seppellita nella chiesa a lei intitolata a Piazza Navona..

o quanto meno là si troverebbe la di lei testa, che, parrebbe, nel IX secolo venne spiccata dal resto del corpo e trasportata nel Sancta Sanctorum del Palazzo del Laterano.

Da là, il cranio di Agnese venne traslato nella chiesa di Sant’Agnese in Agone a cavallo tra la fine del 1800 e l’inizio del secolo scorso, per volere del papa Pecci, Leone XIII.

Terzo mistero: non voglio urtare la sensibilità di nessuno, davvero. Ma a chi mai venne in mente di riservare a quella povera ragazza uno trattamento così orribile, come spaccarne in due il cadavere? e soprattutto: con quale scopo?

Torniamo a Costanza.

Che si fece costruire questo Mausoleo sulla Nomentana, in tutto simile a quello che si trova a Tor Pignattara e che è di sua nonna, Elena.

L’interno del Mausoleo è bello,
interno del mausoleo di Costanza

pieno di mosaici, che gli danno una piacevole sensazione di allegria composta e libera dal tempo;

interno del Mausoleo di santa Costanza

e con le colonne che fanno il girotondo tenendosi per mano a due a due per incorniciare, sullo sfondo,

il grande sarcofago rosso scuro della padrona di casa

(o, meglio: la sua copia. L’originale è ai Musei Vaticani)

Ma, quarto tra i misteri:

Costanza era davvero sepolta lì?
sarcofago Mausoleo di Costanza

Se anche fosse così, la cosa non dovette turbare i pittori un pò ribelli che, tra il 1600 e gli inizi del 1700, si riunivano proprio vicino al sarcofago.

Che però, forse per restare più in linea con i loro interessi, preferirono considerare come un altare dedicato a Bacco, il dio delle libagioni.

Libagioni che, appunto, gli artisti suddetti non disdegnavano, anzi; tanto che, forse nei relativi fumi, non trovarono per nulla disdicevole immortalare i loro nomi incidendoli sulle pareti circostanti.

le firme dei pittori all'interno del mausoleo di Santa Costanza in sant'Agnese fuori le mura

Quando lascio il Mausoleo, mi fermo ancora una volta a guardarlo – un amico che parla poco, ma che non si fa dimenticare.

E mentre torno verso la stazione della metro, ecco quello che è il quinto dei misteri incontrati oggi – e quello che mi è più difficile sopportare.

Le piante di cappero!

cresciute da sole e bellissime… mentre io, da cinque anni, non riesco a farmene sopravvivere una, e nonostante le mille cure!!!!

 

giovannavernarecci

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