La Porta Carmentalis

La Porta Carmentalis

Chi era Carmenta? Dove si trova la Porta Carmentalis? Perché veniva chiamata Porta Scellerata? La storia di una porta antichissima.

A mezzogiorno, più o meno, di un giorno di dicembre dall’aria quasi primaverile nonostante il cielo sempre più velato, raggiungo la fermata del 46 che ormai è la mia – quella subito dopo Piazza Irnerio.

La destinazione primaria è la Porta Carmentalis, di cui ho scoperto l’esistenza da poco, studiando i dintorni del Teatro di Marcello.

Quindi devo arrivare al capolinea, a Piazza Venezia.

L’albero di Natale a Piazza Venezia

Io ormai sono una veterana, so che sono una quindicina di fermate e mi siedo comoda:

sul bus, siamo una decina di persone – quasi tutte impegnate in una conversazione telefonica lunga e a tratti vivace.

Intanto che il bus caracolla per via Aurelia, penso che in questo modo è difficile mettersi in contatto, anche solo con un sorriso, pur condividendo una mezzora di tempo in uno spazio piccolo.

Mi dispiace, e mi rifiuto di mettermi anche io a guardare il cellulare;

così guardo fuori: almeno, vedrò qualche amico – la Porta Cavalleggeri, il Cupolone, Largo di Torre Argentina…

Ed eccomi a Piazza Venezia.
Piazza Venezia
Piazza Venezia

Scendo, saluto le sentinelle di marmo del Campidoglio,

Verso il Campidoglio

mi dirigo decisa verso il Teatro di Marcello

e poi, lasciandomi guidare dal navigatore dove ho inserito la destinazione di

Via di Monte Caprino

mi perdo.

“Lui” (Google Maps) mi fa fare un giro nella via Montanara, poi mi fa tornare indietro…

Così lo spengo e decido di seguire l’ispirazione (o meglio le informazioni che ho trovato studiando il Teatro di Marcello) :

attraverso la strada

risvegliando l’ansia didascalica di un tizio con una Smart che sembra puntarmi per insegnarmi a cercare le strisce pedonali, se devo passare dall’altra parte…

e trovo due colonne, che in verità non mi sembrano la Porta.

Per un attimo mi chiedo se non ho letto qualcosa di superato, e magari la Porta ora non c’è più… (mi è già successso, nei miei giri per Roma)

ma insisto e seguo un vialetto ordinato che finalmente mi fa arrivare all’incrocio di Via del Teatro di Marcello con il vico Jugario.

Ed eccola!

La porta era la via più breve per arrivare dal Tevere (probabilmente dall’Emporio) al Campidoglio, forse in un’area destinata proprio ad accogliere gli stranieri e gli individui in pericolo.

Non doveva essere mai chiusa.

Infatti, la leggenda voleva che Romolo in persona avesse aperto quella che oggi è la Piazza del Campidoglio, alla plebe che ricercava più ampio spazio per abitazione.

La porta Carmentalis era, almeno inizialmente, una porta sacra, dedicata a Carmenta, una antica divinità latina.

La storia di Carmenta affonda le sue radici nella storia più antica di Roma:

ninfa profetessa per Virgilio – da lei derivarono le Sibille – dea protettrice delle partorienti per Ovidio,

Carmenta aveva un figlio, Evandro,

che – costretto all’esilio dall’Arcadia – si era stabilito con la sua gente sul basso corso del Tevere prima dell’arrivo di Enea…

Ovidio la presenta intenta prima ad incoraggiare il figlio ad affrontare l’esilio con fermezza e spirito di sacrificio, poi a profetizzare l’arrivo di Enea e la nascita di Roma.

… Enea, quando entra nel Lazio per conquistarlo, riceve l’aiuto appunto del figlio di Carmenta, Evandro, re del territorio sul basso corso del Tevere.

A Carmenta,

dea sempre giovane donna dai lunghi capelli ondulati e raccolti da una corona di foglie e fiori bianchi e neri (forse fave)

erano dedicate due feste, quella del suo giorno (11 gennaio) che però condivideva con un’altra dea, Giuturna; e quella del 15 gennaio, quando si festaggiavano, appunto,

i Carmentalia.

Inoltre, la dea aveva un sacerdote dedicato, il flamen Carmentalis, un tempietto – voluto, sembra da una sottoscrizione delle maytone romane in tempi antichissimi, e, ovviamente, la Porta.

Nel tempo,

a Carmenta fu attribuita l’invenzione dell’alfabeto latino e del calendario.

Le sue sacerdotesse non si cibavano di animali, e nel suo tempio non si potevano indossare abiti e oggetti di pelle – un veganesimo davvero ante litteram!

La storia della Porta Carmentalis vive poi momenti oscuri.

Infatti la sua arcata più esterna verso la destra prese il non gradevole nome di Porta Scellerata, e ben presto si stabilì che passare sotto la porta scellerata portava decisamente sfortuna.

Cosa era successo?

Dionigi di Alicarnasso dice che per quella porta erano passati i Sabini, che poterono così arrivare a conquistare il Campidoglio.

Era il 460 a. C. e i Volsci, gli Equi e appunto i Sabini trovavano particolarmente pesante l’egemonia della giovane Roma.

Così una notte – probabilmente erano già in città, perché i Sabini erano romani, ormai, per essere stati conquistati – tale

Appio Erdonio

occupò il Campidoglio, deciso ad ottenere dei miglioramenti per la situazione di vita della plebe

– o, dissero i maligni, ad evitare, per conto di alcuni patrizi, la promulgazione della lex Terentilla, che avrebbe voluto limitare il potere dei consoli.

Contro il ribelle si precipitò proprio un console Publio Valerio, con scarso risultati – forse perché la lotta aveva così diverse finalità –

finché non ottenne l’aiuto di Tuscolo, il cui dittatore volle così conquistarsi la simpatia dei potenti di Roma.

La ribellione, quale che fosse il suo vero fine, si risolse in due direzioni abbastnaza diverse tra loro:

ai ribelli la pena di morte, alla legge Terentilla la sospensione definitiva della promulgazione.

Tutto questo non sarebbe stato sufficiente a far diventare l’arcata destra della Porta Carmentalis una

“porta scellerata”
Porta Carmentalis

non fosse che l’episodio di Appio Erdonio giungeva solo venticinque anni dopo un altro segno negativo.

Sotto l’arcata destra della Porte Carmentalis, nel 476 a. C., erano passati

i Fabii

gens patrizia che quella volta si era presa la responsabilità di combattere, con i suoi 300 uomini, la guerra contro Vejo.

I 300 erano probabilmente giovani e forti e, come da copione, furono tutti uccisi, in una imboscata che li fermò dopo che avevano superato il ponte Sublicio (quello che è a Porta Portese, per intenderci).

Ai tempi di Augusto, la Porta non aveva altra funzione che quella sacra, ed era vissuta come un’importante traccia di un’antichità del tutto remota ed un ricorso imperituro del sacrificio del Fabii.

Ho letto che che non è certo se quella porta fosse a due o a tre fornici – nel qual caso oggi ne vedremmo solo una parte.

Porta Carmentale

E ho anche letto che, forse, lo spirito pratico dei Romani li spinse a murare l’arcata “scellerata”, lasciando al resto della Porta Carmentalis la sua funzione sacra di protezione.

Se dovessi scommettere, direi che sia andata proprio così.

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Chi era Carmenta? Dove si trova la porta a lei dedicata? Perché veniva chiamata Porta Scellerata? La storia di una porta antichissima.
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