Le Catacombe di Sant’Agnese

Le Catacombe di Sant’Agnese

Visita alle Catacombe di sant’Agnese sulle Nomentana: mezz’ora tra stretti cunicoli, lapidi e disegni con l’aiuto di una guida appassionata e competente

La terza volta che ci provo, finalmente, ho in borsa il mio biglietto!

Tra poco, le Catacombe di Sant’Agnese si apriranno anche per me, questa volta arrivata qui in tempo per rispettare l’orario.

E dire che a farmi perdere tempo ci si era messo anche il folletto della Metropolitana, il mio folletto, intendo:

quello che a un certo punto dei miei viaggi in Metro confonde la mia già scarsa attitudine a muovermi sottoterra e mi fa scendere dal vagone su cui mi trovo convinta di aver sbagliato, per prendere quello che va nella direzione opposta.

Che però è davvero sbagliata, questa volta.

Così dopo un pò di cambi eccomi finalmente

a Termini e da lì sulla MetroB direzione Jonio, per scendere ad Annibaliano Sant’Agnese.

Consolando, nel frattempo, una signora (fortunatamente più giovane di me) cui il suo folletto ha fatto prendere il mio stesso vagone, mentre lei doveva andare a Rebibbia.

Insomma, alle 15,29 sono qui

Basilica onoriana di sant'Agnese

davanti la Basilica onoriana di Sant’Agnese.

A sinistra, l’entrata delle Catacombe mi aspetta, ma il cartello è impietoso: devo aspettare fino alle 16.

Ok.

Metto il timer alle 15,55 e vado a sedermi nella Basilica, che ho già visitato più volte.

All’ora convenuta la porta è finalmente aperta, e mi accoglie la guida, simpatica e gentile, ma irremovibile: aspettiamo che arrivi ancora qualcuno, poi se non si vede nessuno, faremo una specie di visita privata.

E no, nelle Catacombe non si possono fare le foto.

Voglio forse far tempo andando a vedere il Mausoleo, intanto? o prendere un caffé al bar?

Sono già stata sia nell’uno sia nell’altro – quindi mi siedo sulla panchina davanti agli ex voto, per la gioia delle zanzare che subito si chiamano l’un l’altra, festanti ed entusiaste per il pasto inaspettato.

Quando, insieme con un capannello di turisti arrivati alla spicciolata, finalmente entro, i cunicoli stretti mi stringono un pò il respiro.

catacombe di sant'Agnese
Fortunatamente la guida è competente, appassionata, affezionata a ciò che ci mostra:

così l’impressione iniziale umido soffocamento lascia presto spazio alla caccia, si frammenti delle lapidi, dei segni della vita di chi, là dentro, ci andava da morto.

Così ci fermiamo davanti al ricordo voluto da un marito, Victor, che volle ricordare la bontà della sua compagna, Gratilla, anche facendo disegnare sulla lapide un uccellino, forse simbolo della resurrezione.

davanti ai ricordi dei bambini morti “in pace”, alle croci incise dai pellegrini, al ritratto di Paolo rimasto senza Pietro che però continua ad accompagnarlo con il proprio nome

Alla fine del giro nelle Catacombe passiamo davanti alla tomba di Agnese

o meglio del suo corpo, dato che la testa si trova in Sant’Agnese in Agone, a piazza Navona.

La guida ci porta ancora sullo scalone che portava alle catacombe dalla basilica cimiteriale di cui ora resta solo la parete di fondo; e continua a raccontare, interrompendosi solo quando una coppia di turisti chiede scusa, ma deve andare via.

Io, invece, mi fermo a parlare ancora un pò con lei, affascinata dal suo entusiasmo che non le impedisce oggettività nel valutare leggende e dicerie,

e spero di ritrovarla, quando tornerò – mentre le zanzare si spostano felici in nugolo dalle mie gambe alle sue e viceversa.

PS: le foto sono prese dalle cartoline vendute nel piccolo Book Shop delle Catacombe: non ho disubbidito!

giovannavernarecci

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