Il Teatro di Marcello

Il Teatro di Marcello

Avete mai visto la meraviglia del Teatro di Marcello? Sapete cosa diventò nel Medioevo? e come tornò alla luce tra il 1920 ed il 1930?

Scendo dal 46 a Piazza Venezia, in un giorno di dicembre un pò grigio ma dalla temperatura piacevole, passando davanti

la scalinata di S. Maria in Aracoeli
Escalera S. maria in Aracoeli
e davanti al Campidoglio
hacia el Campidoglio

Contravvenendo alla prima delle regole che mi sono imposta dopo i primi sei mesi a Roma

(dato che a Roma devi imparare che due cose lo stesso giorno non si possono proprio fare)

ho due destinazioni:

la Porta Carmentalis, che non conoscevo, e

il Teatro di Marcello
Theatrum Marcelli

che, invece, è stato uno delle mie primissime destinazioni (non so perché, dovessi scommettere direi: attrazione fatale) quando sono arrivata qui,

ed uno dei luoghi dove sono tornata più volte, e torno sempre, volentieri – come se tornassi a casa.

La prima domanda che mi feci, allora, fu chi fosse quel Marcello cui il Teatro è dedicato.

Ed ho così scoperto che era il nipote di Ottaviano Augusto, morto giovanissimo nel bel mezzo di una carriera sfavillante e solo poco tempo dopo il suo matrimonio con Giulia, la figlia (ribelle) di Ottaviano

teatro di Marcello

Poi, scrivendo il mio libro (Roma, Rione Sant’Angelo, per chi non lo sapesse) ho scoperto

che il Teatro di Marcello fu inaugurato una decina d’anni prima della nascita di Cristo;

che Augusto aveva ripreso per questo teatro un progetto di Giulio Cesare (interrotto dalla morte violenta di quest’ultimo);

e che i teatri a Roma, a quell’epoca, erano, oltre a quello di Marcello, il Teatro di Pompeo (che andò a fuoco nel 22 a.C.) e il Teatro di Balbo, inagurato nel 13 a.C..

piantina dei teatri
Fonte: Wikipedia

Di questi due teatri oggi resta molto poco, e quel poco è difficile a vedersi.

Del Teatro di Pompeo rimane solo il profilo della cavea nelle vie di Grottapinta, nonché, per la parte esterna, nel percorso tra la via del Biscione e la via dei Giubbonari.

Sono privati e quindi normalmente non visibili i resti delle arcate del portico.

Non migliore la sorte del Teatro di Balbo, i cui resti sono inglobati nel palazzo Mattei-Paganica e le cui arcate servirono, dal medioevo in poi, come sede delle botteghe che avrebbero dato alla via su cui si affacciavano il nome di “via delle Botteghe Oscure”.

Peraltro analogamente accadde alle arcate del Teatro di Marcello…

Botteghe al Teatro di Marcello
Grazie a Bruno Leoni che mi ha fatto avere questa foto

… ma andiamo per ordine, e pensiamolo, ora, come era all’epoca del suo massimo splendore.

ricostruzione del teatro di marcello
Immagine e didascalia a lato in “Teatri Romani“, Luzappy.eu
Alla sua inaugurazione nel 13 a. C.,

venne decorato con quattro colonne di marmo africano, e da una statua di Marcello in bronzo dorato.

Nella facciata, in travertino, i due ordini di arcate inferiori si reggevano su pilastri con semicolonne doriche e ioniche, mentre quello superiore era a parete piena decorato con pilastri corinzi.

All’incontro degli archi, nelle parti inferiori, si vedevano grandi maschere di marmo.
una maschera del teatro di Marcello
Maschera tragica dal Teatro di Marcello. Nella loggia della casa di Flaminio Ponzio ricostruita a piazza Campitelli.
Foto di Di Lalupa – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28015015

Era alto poco più di 32 metri, aveva una circonferenza di 130 metri e poteva ricevere fino a 15.000 spettatori

(era cioè più piccolo di quello di Pompeo, che però fu il primo costruito in muratura).

E, come può credere chiunque lo veda per la prima volta, sembra che il Teatro di Marcello sia servito da modello per l’Anfiteatro di Flavio, meglio noto come Il Colosseo.

teatro di Marcello

Ancora in funzione nel 400, con il Medioevo il Teatro di Marcello riceve, come molti altri edifici del passato, un trattamento quanto meno “indifferente” ai suoi passati sfarzi.

Si dice addirittura che la piccola “duna” che è chiamata Monte Savello, poco distante dal Teatro di Marcello,

sia conseguenza dell’uso fatto proprio di quel luogo come discarica del materiale di risulta, man mano che il teatro veniva “alleggerito” dei suoi pezzi più preziosi.

Nel Medioevo dunque le arcate del Teatro diventarono sedi di botteghe e magazzini, mentre il piano più alto veniva trasformato in una sorta di fortino.

La proprietà di quel che era stato il Teatro di Marcello passò dunque ai Fabi, poi ai Pierleoni, poi ai Savelli ed infine agli Orsini.

Di volta in volta le famiglie proprietarie fecero alcuni restauri

Ma dopo il XVIII secolo, del Teatro di Marcello non si interessò quasi più nessuno.

Solo negli anni 20/30 del 1900, durante la ristrutturazione urbanistica voluta da Mussolini, il Teatro fu recuperato, anche se a prezzo di molti altri edifici che gli erano sorti attorno, quasi appoggiandosi a lui, nel tempo.

Sembra un destino, questo del Teatro di Marcello: nato spodestando i Templi di della Pietas e quello di Diana – che furono demoliti per fargli posto –

Lavori al Teatro di Marcello

e nato di nuovo, duemila anni dopo, quando ciò che lo aveva seppellito venne quasi interamente cancellato.

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Ancora sul Teatro di Marcello
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Ancora sul Teatro di Marcello
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Una passeggiata lunga due millenni: quelli che il Teatro di Marcello ha compiuto sette anni fà...
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