Cartagine, il mito immortale

Cartagine, il mito immortale

Carthago il mito immortale: visita alla mostra che racconta Cartagine ed i Fenici, nel Parco Archeologico del Colosseo fino al 29 marzo 2020.

“Delenda Carthago!”

Chi non ricorda il ritornello usato da Catone il Censore per convincere il Senato romano a non avere pietà per la nemica Cartagine?

Tanto più che, per chi studiava latino, era un esempio utilizzatissimo per introdurre la temibile

perifrastica passiva…

(una perifrasi che esprime il senso di necessità, come canta il prof. Lorenzo Baglioni, nel suo canale Youtube che consiglio a chiunque debba ripassare il latino e voglia farlo in maniera divertente…)

Tornando a Cartagine…

Sarà perché – fin da ragazzina – sono sempre stata fatalmente attratta dalle

ragioni della “parte debole”,

quella che nessuno vuole, che perde le battaglie,

o forse perché Cartagine riempiva le nostre fantasie di ginnasiali con le sue

navi colorate, il misterioso sangue fenicio,

il dubbio – animato dalla monomaniacalità di Catone – che là ci abitassero i corsari, con tutto quello che di “esotico e romantico” ne segue…

E poi, Didone!
Immagine da “Il canto di Didone“, di Maria Rosaria Omaggio

Regina innamorata, ragazza abbandonata per ragioni di Stato, donna di lacrime furore coraggio…

E Annibale con i suoi elefanti, e le Guerre Puniche

(“punico” è la storpiatura latina di “fenicio”, come Carthago è la corruzione di Kart Hadash, città nuova)

con i loro 120 anni di date, trattati infranti, battaglie, e la pena finale della sua crudelissima distruzione…

218 a.C., Annibale attraversa le Alpi con un’armata composta da circa 90.000 fanti, 12.000 cavalieri e 37 elefanti. 

Insomma, Cartagine e la storia della sua relazione devastante con Roma, come devastante fu la storia di Didone con Enea, ben si prestano a rappresentare un mito,

manifesto Carthago il Mito Immortale
Il manifesto della esposizione

quello del senso di colpa nei confronti del nemico distrutto, e nei confronti di ciò che di bello potremmo avere ma invece perdiamo, di solito volontariamente.

Così alla ricerca delle immagini “mito immortale” ho visitato in due giorni l’esposizione, che si trova (fino alla fine di marzo di questo 2020) in parte nel

secondo piano sopra l’Arena,
La mostra su Cartagine al Colosseo

ed in parte nel

Tempio di Romolo.
Tempio di Romolo

Purtroppo senza altra guida che i miei ricordi di davvero tanto tempo fà, ma… insomma, fare qualche sforzo di memoria fa bene, allla mia età soprattutto, non è vero?

Il primo reperto che incontro, partendo dal fondo dell’esposizione – come mi suggerisce chi mi ci accompagna, facendomi notare con aria sognante che “ha le ali” – è lei.

La principessa alata

Certo, non è la Didone di Virgilio, e neppure quella di Ovidio: loro, la prima per

ira e vendetta,

la seconda per

dignitosa presa d’atto della intollerabilità della delusione,

hanno affidato al ferro prima e al fuoco poi il compito di asciugare il pianto in cui l’abbandono di Enea le ha trasformate.

Lei, quella che vedo io, ora, è, invece (o almeno a me sembra)

Elissa

o

Theiosso
l principessa alata
Il sarcofago della Principessa alata, in pietra policroma. Tornerà dopo la mostra al Museo Nazionale di Cartagine, in Tunisia.

i nomi con cui la chiamava il suo popolo, il popolo dei Fenici.

Principessa leggendaria, in fuga da Tiro e dal proprio fratello che le aveva ucciso il marito,

Elissa

deve fondare la sua città e riesce a “guadagnare” dagli indigeni il terreno necessario con uno stratagemma:

chiede di poter disporre di tanta terra quanta ne può circondare la pelle di un bue, e quando quel che ha chiesto le viene concesso, fa tagliare la pelle in strisce sottilissime con le quali disegna un’area molto estesa.

Così nasce la “Città Nuova”, Kart Hadash , che Elissa amministrerà “rendendo giustizia ed assegnando equamente i lavori” – come dice Virgilio della sua Didone.

Come quasi sempre accede alla leggende, anche

Elissa è attesa da una morte cruenta, che lei stessa si darà:

non per amore deluso verso un uomo, e neanche per tristezza che non vuol essere consolata, ma

per sfuggire al ricatto del re di Mauritania che la voleva in moglie o nemica in una guerra senza possibilità di resa:

la libertà a prezzo della vita

è un altro mito immortale, e ben presente ai nostri giorni, specie in quelli delle donne.

Lascio il sarcofago della Principessa alata e proseguo la mia visita, tra monili,

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

anfore

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

vasellame

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

armature

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

maschere

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

statue di dei

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

e di dee

Cartagine, il Mito Immortale, immagini dalla mostra

ritrovandomi così circondata dalle voci e dalle storie di un popolo che affonda le radici della sua storia dodici secoli prima di Cristo, subito dopo la fine della tarda età del Bronzo.

Quattro regni:

Arwad, Byblos

– dove si fioriva il mercato del papiro, come dice il nome dato dai Greci alla città

Sidone e Tiro,

indipendenti tra loro;

regni il cui re riceveva il titolo di mlk, parola molto simile all’equivalente in ebraico ed in arabo…

come tra gli Egizi e a Roma solo con l’Impero, mlk era anche un attributo divino –

Insomma, quello dei Fenici, o Punici per dirla alla latina, fu un popolo mediorientale, generalmente pacifico vassallo del dominatore di turno.

Anche con Roma le relazioni furono a lungo serene, e certo profittevoli.

Poi, la dura legge del mercato trasformò la fiorente Cartagine in un nemico da abbattere, anzi da distruggere

(e anche questo è un mito, ossia una storia tipica che si ripete nel tempo),

fino a giungere alla conclusione, tra il 149 ed il 146 a.C., che vide

Publio Cornelio Scipione detto l’Africano
Bussto di Publio Cornelio Scipione detto l'Africano
Il busto di Publio Cornelio Scipione, nella mostra al Tempio di Romolo

sconfiggere definitivamente la città che era stata di

Annibale
Busto di Annibale
Il busto di Annibale, nella mostra al Tempio di Romolo

grazie ad un assedio durato due anni e che si concluse con la consegna di Cartagine alla letterale cancellazione.

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Cartagine, il Mito Immortale
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Cartagine, il Mito Immortale
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Carthago il mito immortale: visita alla mostra che racconta Cartagine ed i Fenici, nel Parco Archeologico del Colosseo fino al 29 marzo 2020.
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