Foro Italico (e dintorni)

Foro Italico (e dintorni)

    Seguendo i consigli di Keep calm e passeggia per Roma (di Claudio Colaiacomo per Newton Compton), un giro al Foro Italico e ai suoi dintorni

    Il Foro Italico ed i suoi dintorni

    Inizio la mia

    passeggiata verso il Foro Italico

    salendo sul 280 da Lepanto, direzione Mancini.

    E mi accorgo che sto raggiungendo la meta, viale Tiziano, perché

    sui nomi delle strade cominciano ad inseguirsi, forse discutendo di prospettive e tavolozze, nomi importanti di pittori:

    Pinturicchio, Tiziano, Luca Signorelli…

    solo appena un poco storditi dal caldo e dall’urbanizzazione, che affianca edifici di chiara marca architettonica fascista a grandi pachidermi già inclinanti al puro stile palazzinaro degli anni 60 dello scorso secolo.

    Viale Tiziano

    Come promesso,

    l’oratorio di Sant’Andrea

    appare

    Oratorio di Sant'Andrea al Milvio (Foro Italico)

    un po’ timido, dietro il muretto che lo isola dal resto dell’aiuola, dignitosa pur nella evidente nostalgia di un giardiniere e forse anche di un pò di pioggia.

    Ed eccolo,

    il Ponte Mollo,

    Il Ponte Mollo o Ponte milvio, verso il Foro Italico

    o ponte Milvio per chiamarlo con il suo nome ufficiale: uno dei miei due ponti preferiti (l’altro e’ il Sisto), perché sotto il Ponte Mollo ho fatto le mie prime remate, e il Fiume l’ho conosciuto proprio vicino a lui.

    Attraversandolo, mi accorgo che in realtà è la prima volta che lo faccio –

    come è la prima volta che vengo al Foro Italico per vederlo, e non solo per passarci –

    e quindi che in realtà lo conosco molto meglio da sotto, dall’acqua, che da dove sono ora!

    Nato 400 anni prima di Cristo

    per consentire il collegamento con Veio appena conquistata, il Ponte Mollo fu punto di partenza dei

    festeggiamenti per la vittoria su Cartagine,

    ma anche dell’agguato degli

    uomini di Cicerone

    contro gli amici dell’odiato Catilina,

    ed, ovviamente, il luogo della visione di

    Costantino

    che avrebbe veduto affogare il nemico Massenzio proprio qui.

    Nei secoli, lo arricchirono, prima della

    Torre “gentile” di Valadier,

    La Torre di Vladier sul Ponte Mollo (verso il Foro Italico)

    un arco poi scomparso, dei tempi di Augusto;

    la torre di guardia voluta da Aureliano e rinforzata da Belisario il generale di Giustiniano;

    e il Tripizzone, fortificazione medievale che fu abbattuta a metà del 1400.

    Ed eccomi avvicinarmi all’ospite d’onore di questa passeggiata: il complesso del

    Foro Italico.

    Progettato alla fine degli anni 20 del secolo scorso, il Foro

    che alla sua nascita ebbe nome Foro Mussolin

    venne inaugurato in corrispondenza del decennale della marcia su Roma del 1922.

    L’idea che presiedeva il progetto era quella di creare una vera e propria città dello sport, che contemporaneamente contribuisse ad esaltare l’ideale fascista dell’Uomo Nuovo.

    Per capire meglio possono essere utili queste parole dello stesso Mussolini:

    Noi abbiamo respinto la teoria dell’uomo economico, la teoria liberale, e ci siamo inalberati tutte le volte che abbiamo sentito dire che il lavoro è una merce. L’uomo economico non esiste, esiste l’uomo integrale, che è politico, che è economico, che è religioso, che è santo, che è guerriero”

    Benito Mussolini, Discorso del 14 novembre 1933, in Tutti i discorsi, Roma, Istituto Luce, 2006, SBN IT\ICCU\MIL\0718293

    Ed in quanto tale, in quanto tutte queste cose, questo Uomo deve poter avere anche un luogo per allenarsi, un luogo non qualunque che sappia dichiarare tutta la fiera autocomprensione di chi lo utilizza.

    Foro Italico

    Certo: buona parte dell’ideologia sottesa a questo ragionamento denuncia un”attrazione fatale verso quell’idea di supremazia di taluni su talatri che tanto

    orribile esito

    ha avuto a partire dagli anni 30 del secolo scorso.

     Se vogliamo

    capire il Foro Italico,

    non possiamo che partire dalla presa d’atto che questo sito nacque anche per l’ideologia fascista.

    E tuttavia, questo sito è e rimane, oggettivamente, una

    opera del genio dell’architettura e dell’arte italiana

    Stadio dei Marmi al Foro Italico

    una struttura concepita modernamente, all’avanguardia per quell’epoca e non solo, perché

    straordinariamente attenta alla natura e del paesaggio circostanti,

    e nata per dare valore allo sport ed alla educazione (anche) sportiva degli individui.

    Interessi sociali che rimangono attuali, anche se ovviamente da valutare alla luce del nostro grado di (sperabilmente) raggiunta civiltà.

    Copertina libro

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