Il Portico di Ottavia

Il Portico di Ottavia

    Sotto il portico aperto nel lato meridionale che Paolina ora aveva preso ad attraversare – ricostruito da Augusto e da lui dedicato ad Ottavia, la sua amatissima sorella – erano raccolte le statue di Alessandro Magno e dei suoi cavalieri, oltre a quella di Cornelia, la madre dei due tribuni della plebe Tiberio e Caio Gracco”.

    Il Portico d'Ottavia

    Quel che noi oggi chiamiamo Portico d’Ottavia è l’unico conservato dei portici che delimitavano a lato nord il Circo Flaminio, di cui oggi non rimane più nulla.

    Il Circo Flaminio era un posto importante, però: basti dire che da lì partivano i trionfi!

    Edificato sul luogo dove già era stato il Portico di Metello (costruito nel 146 aC ed inaugurato nel successivo 133)

    il portico d’Ottavia immetteva verso un tempio risalente al 179 aC e dedicato a Giunone Regina,

    il primo a Roma ad essere rivestito completamente di marmo,

    cui venne affiancato, forse per par condicio, il tempio di Giove Stàtore (era il 145 aC).

    Augusto iniziò il rifacimento dell’antico Portico di Metello nel 33 aC, utilizzando per coprire le spese il bottino ottenuto dalla vittoria sui Dalmati, e dieci anni dopo, terminati i lavori, lo dedicò a sua sorella Ottavia.

    Non fu questo, tra parentesi, l’unico lavoro di rifacimento commissionato da Augusto

    il quale, negli ultimi trent’anni del primo secolo aC, dedicò grande sforzo edificatorio per recuperare i più antichi templi e monumenti della zona circostante il Circo Flaminio.

    Il Portico d’Ottavia o, detto in latino

    la Porticus Octaviae,

    andò dunque a sostituire la Porticus Metelli, e ne raccolse alcune delle importanti statue che vi si erano trovate.

    Tra queste, la statua di Alessandro Magno e quella di Cornelia, la madre dei Gracchi.

    L’edificio poggiava su una specie di basso podio, che reggeva un grandioso colonnato:

    le colonne erano infatti 300, di ordine corinzio (ossia: base a volte rialzata, fusto con 24 scanalature smussate e capitello ornato con foglie d’acanto).

    Il monumentale ingresso principale era probabilmente costituito da quattro colonne in marmo, anch’esse di ordine corinzio.

    Colonnato del Portico d'Ottavia

    Quello che noi oggi chiamiamo Portico d’Ottavia è quel che resta del rifacimento che della Porticus di età augustana fece Settimio Severo, imperatore intorno al 200 d.C.

    La ricostruzione è celebrata nella grande iscrizione sull’architrave.

    Quel che sappiamo di come era fatto il Portico d’Ottavia deriva dalle informazioni racchiuse nella Forma Urbis severiana

    ossia la pianta della città incisa su lastre di marmo all’epoca di Settimio Severo (sempre lui)

    che venne inserita all’epoca nel Tempio della Pace e che oggi è visibile in parte (lavori di restauro permettendolo) a sinistra della entrata della basilica dei santi Cosma e Damiano

    (sinistra guardando l’entrata).

    La cosa più bella – e più romana – del rifacimento del Portico d’Ottavia di Settimio Severo è che… non si butta nulla!

    Alcune colonne “vecchie” furono usate per il nuovo colonnato, ed altre…

    sono finite nel timpano!

    Andatele a cercare! Si vedono davvero bene!

    Arco del Portco d'Ottavia

    Episodio di venerdì 31 luglio di Radio 21 aprile Web! Ascoltalo a questo link

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    giovannavernarecci

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