Incontriamo il romanesco!

Incontriamo il romanesco!

    Il romanesco è un italiano regionale con una storia affascinante… ce ne parla Eleonora Defino, dottoranda a Roma Tre in linguistica italiana

    Eleonora Delfino

    io l’ho conosciuta perché fu una delle prime ad accettare il mio invito a fare un’intervista per Radio 21 aprile Web.

    L’account IG che aveva attratto la mia attenzione si chiama

    Rioni de Roma

    e così – era il maggio scorso – facemmo una bella chiacchierata appunto con Eleonora ed Alessandro il suo compagno.

    Nel corso di quella puntata, Eleonora usò il termine

    circa-romani

    per individuare coloro che non sono nati a Roma ma, diciamo, ce se sentono.

    Ovviamente io mi ci trovai proprio come un pulcino nell’uovo, in quella definizione, e così è diventata mia.

    Spesso con chi incontro in Radio nasce una amicizia fatta di direct messages, whatsapp, qualche video chiamata

    (insomma in pieno stile post Covid!)

    Così è stato con Eleonora, che un giorno mi ha detto di conoscere bene la materia del romanesco perché sta studiando per il

    dottorato di ricerca in linguistica italiana

    presso l’Università Roma Tre… come poteva andare a finire?

    L’intervista con Eleonora io l’ho registrata ad ottobre 2020 – chi la sentirà se ne potrà accorgere dal fatto che accenniamo a Gigi Proietti, e lui non era ancora andato via – ma la pubblico oggi, come

    prima puntata del 2021

    per inaugurare l’anno con i fiocchi!

    Il

    romanesco

    ossia un italiano regionale, come lo chiama Eleonora

    è infatti una

    parte viva di Roma:

    ve lo immaginate, che so, Campo dei Fiori, o il Gianicolo, o Monteverde (per dirne solo alcuni) senza il romanesco?

    Attestato in una sua fase arcaica nell’anonima

    Vita di Cola di Rienzo

    cui Eleonora fa cenno, e

    fortemente influenzato dal toscano

    a partire dal Cinquecento, il romanesco è ormai più un italiano corrotto che un vero e proprio dialetto;

    la sua grammatica è fondata sul toscano, e chi parla italiano lo intende con facilità – a differenza per esempio di quanto accade con il siciliano, il napoletano, il bergamasco, il genovese…

    Ma quel che più caratterizza il romanesco – ormai ben distante da quello di Belli – sono

    i modi di dire e le espressioni

    in continuo sviluppo.

    E per capirli… beh, ce devi sta’, a Roma! E anche essere pronto ad usare tutta la tua fantasia!

    Anche se il Web è letteralmente pieno di dizionari più o meno seri che possono valere di ispirazione… perché

    un luogo, è fatto anche di come ci si parla,

    e Roma è un’esperienza culturale a cielo aperto che, appunto, passa anche per il modo come si esprime!

    Proprio sotto questo profilo, la parte più affascinante della chiacchierata con Eleonora sul romanesco è stata per me quella in cui ho scoperto

    il perché della “toscanizzazione” cinquecentesca:

    una città devastata tra l’altro dal Sacco dei Lanzichenecchi (1527), che accoglie in sé nuovi cittadini ed anche il loro modo di parlare!

    Ed anche questo è Roma, dai tempi dei tempi… da quando cioè

    Romolo

    in persona volle, sul Colle del Campidoglio,

    un asylum

    che accogliesse chi veniva da fuori e lo rendesse romano.

    “Perché

    Radio 21 aprile Web è un progetto di @Quidmeliusroma2019 per condividere la grande bellezza di Roma

    Ascolta l’audipuntata a questo link e guarda il video su YouTube oppure su IGTV.

    giovannavernarecci

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