Una gita a Gaeta

Una gita a Gaeta

    Il podcast di Silvia Fiorelli, account IG @aromaninrome, Guida Turistica Ufficiale, ci porta oggi a Gaeta, ed in particolare alla Montagna spaccata. Sapete da dove deriva il nome Gaeta? questa ed altre curiosità ed indicazioni su questa bella cittadina distante due ore da Roma.

    Gaeta e la Montagna Spaccata

    Questa settimana Silvia Fiorelli, la nostra guida turistica ufficiale

    account@aromaninrome

    ci porterà a

    Gaeta,

    ed in particolare alla

    Montagna spaccata.

    Interessante, non è vero?

    Innazi tutto vi dico che

    Gaeta dista da Roma 175 km

    ossia, secondo Google Maps, un paio d’ore in autostrada, passando per Frosinone,

    o due ore e mezza se si fa la strada statale, passando per Latina e Terracina

    e magari cogliendo l’occasione per una sosta a Sperlonga, altro luogo davvero incantevole.

    Nel suo podcast, su Radio 21 aprile Web che è distribuita su Spreaker.com, Spotify e I -Tunes, Silvia ci racconta questa cittadina, Gaeta appunto, e le sue molte bellezze.

    In questo post io invece vorrei condividere alcune informazioni su

    Gaeta antica

    che, al pari di quella moderna, non conoscevo e che Silvia mi ha davvero entusiasmato ad andare a visitare!

    Abitata dall’antico popolo degli Aurunci, Gaeta passò sotto l’influenza romana nel 345 a.C.

    andando così a far parte del Latium Novus, o Latium adiectum,

    ossia quei territori che non furono subito conquistati, ma appunto si aggiunsero in epoca repubblicana.

    Ben presto

    Gaeta

    fu eletta come località di villeggiatura patrizia.

    E per raggiungerla meglio, le venne costruita una via apposita, la

    via Flacca.

    Questo nome, come sempre in questi casi, deriva da quello di

    Valerio Flacco

    il censore che nel 184 a.C. fece costruire una diga presso le fonti di Nettuno per permettere il transito di una via capace di passare per i monti di Formia.

    Così dice Tito Livio.

    Da notare che

    La presenza di questo asse viario, che non è da escludere ribattesse almeno in parte un tracciato ancora più antico, favorì l’intensificarsi dell’economia locale con la nascita di fattorie la cui vitalità  era ovviamente connessa allo sviluppo delle linee di comunicazione  e allo sviluppo del turismo con la nascita delle “ville marittime” dette anche “ville costiere”  dell’aristocrazia romana.

    L’antica via Flacca, post nel sito del Comune di Gaeta

    Ad andare a visitarla con abbastanza tempo.

    Gaeta

    vi offrirà,

    oltre alla Montagna Spaccata ed alle molte bellezze di cui ci parla Silvia Fiorelli nel suo podcast,

    anche molti segni dell’epoca romana:

    dall’opus reticolatum di Porto Salvo

    all’opus spicatum di S. Erasmo

    dove si trova anche una colonna romana con il capitello incastonata in un muro d’epoca medievale.

    E, soprattutto, potrete ammirare le molte opere che si trova­vano nel

    Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino

    risalente al I sec. a.C. ed oggi purtroppo molto danneggiato,

    e che ora si trovano nella

    Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano.

    La storia di Lucio Sempronio Arrotino è una bella storia romana, che vale due minuti di digressione.

    Non sappiamo con esattezza quando il suo mausoleo, a forma di tumulo ed il terzo per dimensioni nel Lazio, venne iniziato, né quando ne terminò l’edificazione.

    Però di

    Lucio Sempronio Atratino

    sappiamo che visse tra il 73 ed il 20 a.C. e che nel 40 a.C. fu

    pretore suffetto

    ossia il pretore deputato alla sostituzione del titolare dell’ufficio in caso di assenza di quest’ultimo.

    Era stato inizialmente partigiano di Marco Antonio, ma poi si legò ad Augusto, che nel 23 a.C. lo nominò governatore dell’Africa Proconsolare.

    Nel 22 intraprese un viaggio in Africa e ne tornò malato senza speranza di guarigione.

    Attese quindi la celebrazione del trionfo per le azioni vittoriose compiute nella provincia, e poi si tolse la vita, tagliandosi le vene dei polsi in una vasca d’acqua calda.

    La sua fu una morte che non permise alla malattia di togliergli dignità.

    Torniamo ora a Gaeta, per trovarvi un mausoleo che, a differenza di quello di Lucio Sempronio Atratino, è in buono stato di conservazione.

    Si tratta del

    mausoleo di Lucio Munazio Planco.

    Con molta probabilità fu sepolcro sia perché simile a quello di Cecilia Metello  fuori Roma, sia perché esistono i resti di quella che fu la sua maestosa villa. Da vari indizi, infatti,  risulta che il personaggio dovette possedere qui, oltre al Mausoleo, anche una dimora le cui tracce, visibili ancora nel ‘500, furono cancellate dalla costruzione delle fortificazioni moderne di Carlo V. 

    La costruzione è alta 9 metri e l’intera circonferenza è di 88 metri e  si presenta di forma perfettamente circolare con copertura a tumulo. Mausolei a forma circolare e di tumulo non erano ignoti sullo scorcio dell’età repubblicana e Planco poteva averne visti anche in Asia, durante il suo soggiorno in provincia. 

    La data dell’erezione del monumento è probabilmente posteriore al 22 a. C., anno in cui il console (di cui ci è ignota la data di morte), ricoprì la carica. Non è sicuro che la costruzione non fosse iniziata quand’egli era ancora in vita. Comunque, per il monumento, possiamo considerare determinante il periodo del secondo decennio a.C. Esso sarebbe stato realizzato, quindi, sotto l’influenza del Mausoleo di Augusto, la cui costruzione è segnalata in corso nel 28 a. C.

    Gaeta in epoca romana, post sul sito del Comune di Gaeta

    Il mausoleo di Lucio Munazio Planco viene tradizionalmente chiamato anche

    Torre d’Orlando.

    il circostante Parco appartiene alla più ampia zona chiamata

    Parco Riviera di Ulisse

    che comprende

    tre aree naturali protette regionali: il Parco di Monte Orlando, il Parco di Gianola e Monte di Scauri e il Monumento Naturale Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento – Punta Cetarola (meglio noto come Monumento Naturale di Sperlonga). I comuni nei cui territori, in misura diversa, ricadono le tre aree protette sono Formia, Gaeta, Minturno e Sperlonga.

    Info sul sito dell’Ente Parco Riviera di Ulisse

    Su questo, come sugli altri siti archeologici di Gaeta e dintorni, si trovano ottime informazioni sul sito del comune di Gaeta,

    mentre altre interessanti indicazioni si trvano nel sito della Proloco di Gaeta

    che suggerisce anche alcuni percorsi di visita davvero suggestivi, come, tra gli altri, quello che segue le tracce della storia di

    Gaeta dai Borbone all’Unità d’Italia

    snodandosi tra costruzioni militari quali la “Batteria detta Phillipsthal”, il poderoso “Complesso dei Bastioni CarloV” e le strutture settecentesche, adibite per la raccolta di munizioni, conosciute come “Polveriera Ferdinando, Polveriera Carolina e Polveriera Trabacco”, e terminando al famoso “Tempio di San Francesco” e al “Castello Angioino-Aragonese“, protagonista attivo del Risorgimento nonchè luogo detentivo di Giuseppe Mazzini.

    Dal sito della Proloco di Gaeta

    Un’ultima curiosità: tra le molte tradizioni in proposito, quella più nota circa le origini del nome di questa splendida cittadina

    e’ che

    Gaeta

    derivi dal

    nome della nutrice di Enea, Caieta.

    Cosi dice Virgilio, e Dante, ci mancherebbe, conferma.

    E così piace pensare anche a me, che con questa immagine dolce ed intima concludo questo post rimandandovi al

    podcast di Silvia Fiorelli su Gaeta e la Montagna spaccata.

    Il podcast è disponibile su Radio 21 aprile Web, distribuita da Spreaker.com, Spotify ed I-Tunes.

    Buon ascolto!

    Per ascoltare l’episodio, questo è il link

    Avvertenze: la musica del video è sotto licenza Jamendo Music, e le immagini sono tratte dal Web, con indicati i relativi crediti.

    Ricordate, se volete, di commentare, suggerire e insomma interagire con la pagina Facebook Radio 21 aprile Web.

    A presto!

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    Una gita a Gaeta
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    Il podcast di Silvia Fiorelli, account IG @aromaninrome, Guida Turistica Ufficiale, ci porta oggi a Gaeta, ed in particolare alla Montagna spaccata. Sapete da dove deriva il nome Gaeta? questa ed altre curiosità ed indicazioni su questa bella cittadina distante due ore da Roma.
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